domenica 21 giugno 2009
Non nominare il nome di DIO invano
Oggi in Grecia è stato inaugurato il museo dell'Acropoli di Atene. Quella stessa Atene, dove Aristotele e Platone teorizzavano i principi per una libera e pacifica convivenza tra gli uomini. Nascevano la Politica, la Democrazia, ma sopratutto la Filosofia. Son trascorsi secoli da quegli anni ed ancora stiamo a discutere degli stessi temi, senza aver raggiunto in maniera, anche parzialmente compiuta, quei principi nati nella Grecia Antica.
Non illudiamoci che tutto ciò in corso nella Persia, sia tragedia che non ci riguardi. Ci riguarda eccome! Dei giovani, delle donne, degli uomini, che a mani rivolte verso il Cielo, a determinare le intenzioni pacifiche, vengono uccisi a freddo, per aver semplicemente manifestato il loro dissenso alla repressione, a favore del desiderio di libertà, è un male che unisce tutto il mondo.
Dove sono le Nazioni Unite? Sicuro la loro presenza non manca. E' da anni che accerchiano l'Iran, insediati nei vicini stati dell'Iraq e dell'Afghanistan. Il pericolo del nucleare ci spaventa, non possiamo lasciarli agire incustoditi. Certo, il nucleare ci spaventa, è un pericolo per il nostro caro mondo pulito. E la vita di quei ragazzi? Quella non ci interessa? Quella rimane questione loro? La vita e le azioni di quei ragazzi, sono questione nostra, quanto tutte quelle vite scomparse in giro per il mondo. Quelle mani rivolte al cielo, in richiamo della libertà, sono questione nostra e noi non possiamo accettare passivamente il sacrificio di questi giovani e non, permettendo ai nostri stati(membri delle Nazioni Unite), di agire quando meglio credono. Noi dobbiamo scendere in piazza così come loro, e costringere i nostri stati ad intervenire al più presto, perché non possiamo permettere che in uno stato Democratico, possano accadere queste cose. Il sostegno morale, inizia a diventare troppo poco perché questa causa possa risolversi positivamente. L'onda verde, dovrebbe invadere ognuno di noi, dovrebbe catturare ogni nostro sguardo rimasto indignato dinnanzi a quel volto insanguinato, consegnato alle sorti della morte.
Non possiamo permettere che in nome di Dio, nominato invano, la libertà venga repressa ed uccisa.
La cultura, la civiltà e la moralità del popolo Persiano, non ha niente a che vedere con tutto questo. Basta con queste ingiustizie. Basta!
giovedì 18 giugno 2009
L'ANACRONISMO DI MARX
mercoledì 17 giugno 2009
ALLARME DEMOCRAZIA
La democrazia in Italia è in serio pericolo, stanno cercando di distruggerla in tutti i modi, e ci stanno riuscendo! Vogliono limitare la libertà di stampa sia sui giornali che sulla rete mettendo a tacere le poche fonti d’informazione che non sono sotto il controllo del Signore dei media.
Con la legge sulle intercettazioni stanno togliendo ai magistrati le armi per combattere la criminalità organizzata, perché uno stato democratico vuole evitare a tutti i costi che i cittadini siano informati? Perché uno stato democratico fa delle leggi per favorire la criminalità organizzata piuttosto che combatterla? E soprattutto perché tutto questo viene fatto con la più totale indifferenza degli italiani?
È ora di svegliarsi!!!
Ci vogliono rassegnati, vogliono farci sentire impotenti, ma non deve essere così! Dobbiamo reagire perché lo Stato italiano siamo noi non loro, loro sono una minoranza, una minoranza che fa di tutto per tenerci allo scuro delle loro malefatte! In Italia la legge non è più uguale per tutti! Dobbiamo dire basta a questo schifo! Non è più una questione di destra o sinistra, non c’è una distinzione di colore politico, è una questione di democrazia di libertà e giustizia! Perché abbiamo diritto di vivere in un Paese libero, in un Paese in cui chi sbaglia paga, in un Paese in cui ci si dovrebbe vergognare di essere disonesti e non del contrario!
Dobbiamo unirci e fare qualcosa per salvare la democrazia!
Mobilitiamoci, creiamo dei gruppi di informazione divulghiamo le notizie che i telegiornali non danno, in modo da informare le persone che non hanno la possibilità di informarsi in rete, incontriamoci creiamo delle occasioni per discutere su quello che non funziona, cerchiamo in tutti modi di abbattere il muro dell’indifferenza.