martedì 14 luglio 2009

OGGI SCIOPERO















Democrazia Libera aderisce allo sciopero dei blogger contro il bavaglio alle intercettazioni e all’informazione, promosso dalla legge criminale del ministro Alfano, e contro la norma del “diritto di rettifica entro 48 ore” per tutti i siti, norma ribattezzata dalla Rete “ammazza Internet”.

venerdì 10 luglio 2009

PRECARIO A TEMPO INDETERMINATO: LA PIAGA DEL PART TIME

Il lavoro precario è una piaga dei nostri giorni che colpisce un numero sempre crescente di lavoratori, solitamente si intendono precari i lavoratori con contratti atipici o a tempo determinato, io vorrei aggiungere un'altra categoria: i lavoratori part-time a tempo indeterminato.

Rientrano nella categoria tutti quei lavoratori che pur avendo un contratto a tempo indeterminato si trovano con un inquadramento orario part-time, deciso unilateralmente dall’azienda. Questo può essere accettato in un primo momento di prova, nella fase di inserimento quando si ha ancora un contratto a termine, ma diventa inaccettabile nel momento del rinnovo del contratto a tempo indeterminato.

L’Art. 36 della Costituzione:

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.”

Come si può notare dall’art. 36 della Costituzione italiana è vero che la retribuzione deve essere proporzionata alla quantità del lavoro ma deve anche essere sufficiente ad assicurare al lavoratore un’esistenza dignitosa.

Il lavoro part-time non consente al lavoratore di avere un’esistenza dignitosa, gli nega la possibilità di avere progetti per il futuro, diventa impossibile avere dei risparmi, pensare ad un mutuo, creare una famiglia.

Il contratto a tempo indeterminato è un arma a doppio taglio in quanto garantisce la stabilità del lavoro nel tempo e quindi una sorta di sicurezza ma nello stesso tempo questa sicurezza lega il lavoratore ad un occupazione che non ha futuro o almeno non garantisce un futuro al lavoratore come persona.

Naturalmente non si condanna il part-time in quanto tale, infatti può essere una buona soluzione per alcune categorie come ad esempio gli studenti, si condanna il fatto che questa forma contrattuale venga imposta unilateralmente dalle aziende e non concordata insieme al lavoratore, valutando anche le sue necessità.

È inammissibile che la legge non tuteli questa categoria di lavoratori, e una vergogna che questi siano costretti a vivere con una retribuzione ridicola che non permette loro una vita serena.

domenica 21 giugno 2009

Non nominare il nome di DIO invano

Davanti al volto di quella giovane ragazza inerme, è esploso in me un assoluto sentimento di rabbia. Morire così giovane, per aver sognato una nazione più giusta e libera, è una atroce condanna, ingiustificabile. Con quale coraggio, con quale crudeltà, con quale spietatezza, certi uomini si permettono di stroncare non solo un sogno, ma una vita futura, giustificando la ragion di stato e come se non bastasse, farlo in nome di Dio o Allah. In nome di Dio, uccido una mia figlia con i suoi fratelli?
Oggi in Grecia è stato inaugurato il museo dell'Acropoli di Atene. Quella stessa Atene, dove Aristotele e Platone teorizzavano i principi per una libera e pacifica convivenza tra gli uomini. Nascevano la Politica, la Democrazia, ma sopratutto la Filosofia. Son trascorsi secoli da quegli anni ed ancora stiamo a discutere degli stessi temi, senza aver raggiunto in maniera, anche parzialmente compiuta, quei principi nati nella Grecia Antica.
Non illudiamoci che tutto ciò in corso nella Persia, sia tragedia che non ci riguardi. Ci riguarda eccome! Dei giovani, delle donne, degli uomini, che a mani rivolte verso il Cielo, a determinare le intenzioni pacifiche, vengono uccisi a freddo, per aver semplicemente manifestato il loro dissenso alla repressione, a favore del desiderio di libertà, è un male che unisce tutto il mondo.
Dove sono le Nazioni Unite? Sicuro la loro presenza non manca. E' da anni che accerchiano l'Iran, insediati nei vicini stati dell'Iraq e dell'Afghanistan. Il pericolo del nucleare ci spaventa, non possiamo lasciarli agire incustoditi. Certo, il nucleare ci spaventa, è un pericolo per il nostro caro mondo pulito. E la vita di quei ragazzi? Quella non ci interessa? Quella rimane questione loro? La vita e le azioni di quei ragazzi, sono questione nostra, quanto tutte quelle vite scomparse in giro per il mondo. Quelle mani rivolte al cielo, in richiamo della libertà, sono questione nostra e noi non possiamo accettare passivamente il sacrificio di questi giovani e non, permettendo ai nostri stati(membri delle Nazioni Unite), di agire quando meglio credono. Noi dobbiamo scendere in piazza così come loro, e costringere i nostri stati ad intervenire al più presto, perché non possiamo permettere che in uno stato Democratico, possano accadere queste cose. Il sostegno morale, inizia a diventare troppo poco perché questa causa possa risolversi positivamente. L'onda verde, dovrebbe invadere ognuno di noi, dovrebbe catturare ogni nostro sguardo rimasto indignato dinnanzi a quel volto insanguinato, consegnato alle sorti della morte.
Non possiamo permettere che in nome di Dio, nominato invano, la libertà venga repressa ed uccisa.
La cultura, la civiltà e la moralità del popolo Persiano, non ha niente a che vedere con tutto questo. Basta con queste ingiustizie. Basta!

giovedì 18 giugno 2009

L'ANACRONISMO DI MARX

Nel disegno politico, orchestrato dai "mandanti" dell'ormai appurato Berlusconismo, è sovente enunciato il pericolo comunista, considerato il male peggiore dell'Italia. Un male che, celebri personaggi, hanno per anni cercato di denigrare ed annientare, in modo che questi delinquenti comunisti, non potessero più aprir bocca e porsi contro chi, per grazia divina, ha bisogno di una classe subalterna ed inferiore, affinché il fabbisogno individuale sia esuberante nelle loro tasche. Tra questi uomini illustri, in Italia, giusto per citarne due o tre, troviamo: Mussolini, Riina, Gelli e duclis in fundo, Berlusconi.
Perchè tanta acredine verso chi: ha combattuto contro gli sfruttamenti capitalistici, ha osteggiato la dittatura fascista, ha lottato nella resistenza, ha scritto la costituzione e fondato la repubblica italiana? Perchè sfruttare in maniera sleale, la realtà di quelle sanguinarie dittature che abusavano del comunismo, per cancellare la reale storia del comunismo in Italia e i suoi principi fondatori?
Pare evidente, rileggendo i sopra citati nomi, che per essere anticomunista incallito, bisogna appartenere, senza dubbio, ad una determinata classe sociale che non prevede al suo interno, alcun minimo spiraglio di giustizia sociale e libertà democratica. L'alibi del comunismo, non è altro che il filo conduttore di una forma mentale propria degli individui al comando, trasposta ai loro seguaci, necessaria per rimarcare il confine tra loro e noi, tra i ceti elevati e quelli subalterni, tra i liberi e gli ingabbiati.
La disinformazione non è altro che lo strumento più efficace per compiere in maniera lineare e coerente la loro filosofia del potere. Per usare un linguaggio Pasoliniano, se è vero che l'individuo ha nei confronti della televisione e dei mass media in generale, un atteggiamento di inferiore verso il superiore, appare chiaro come i proprietari dell'informazione si manifestino al popolo nella maniera più opportuna per poterlo rendere "parte passiva" di un sistema ben strutturato dall'alto. Appartenere alla "parte passiva", significa aderire al sistema, senza però avere la consapevolezza d'essere l'elemento sfruttato, ossia la componente passiva della società. Componente passiva che si traduce facilmente in disoccupazione, precariato, sottopagati, lavoro nero, manovali della mafia, e così via.
E' chiaro che sottostimare le volontà comuniste, rielaborandole come il pericolo sociale assoluto, non può far altro che incrementare la nascita delle situazioni sopra esposte. Togliere ad una società, quel punto di riferimento che ha sempre lottato per i diritti e la libertà, intesa come giustizia sociale, di quegli individui, significa accrescere sempre più il potere di quelle classi sociali tendenzialmente votate alla leadership.
Considerando tutto ciò che sopra ho scritto, oggi più che mai, mi pongo un interrogativo molto semplice e forse banale:
L'anacronismo di Marx, apparentemente vecchio e logoro, accentuato da quella barba ottocentesca, in che misura si percepisce tale, rispetto ad un capitalismo ben più vecchio e duraturo? Perchè ancora oggi, la teoria Marxista riesce ad individuare in maniera chiara e limpida, quelle classi subalterne e sfruttate dalle classi di potere?
Alla luce dei fatti, per chi ha il potere, è più semplice attacare il comunismo, in quanto abusato dalle dittature rosse, piuttosto che il vincente sistema capitalistico. Questa scelta obbligata dei potenti, ancora una volta si ritrova a doversi scontrare con la realtà palese e brutale, delle classi subordinate. Una marea di gregari miopi e distratti, realmente convinti che il male venga dal comunismo, non si accorgono che invece il male parte da una filosofia cinica molto più antica.
Infatti, avendo basi più forti e consolidate, sopratutto nelle classi di potere, è chiaro che l'epserienza capitalistica ha ancora la meglio sulla giustizia sociale, principio fondante del pensiero antiquato di Marx.
Non c'è libertà senza giustizia sociale e non c'è democrazia senza politica. Non facciamo morire la politica, altrimenti la DEMOCRAZIA LIBERA, sarà ancor più "utopia" che il COMUNISMO.
Adiosu...


mercoledì 17 giugno 2009

ALLARME DEMOCRAZIA

La democrazia in Italia è in serio pericolo, stanno cercando di distruggerla in tutti i modi, e ci stanno riuscendo! Vogliono limitare la libertà di stampa sia sui giornali che sulla rete mettendo a tacere le poche fonti d’informazione che non sono sotto il controllo del Signore dei media.

Con la legge sulle intercettazioni stanno togliendo ai magistrati le armi per combattere la criminalità organizzata, perché uno stato democratico vuole evitare a tutti i costi che i cittadini siano informati? Perché uno stato democratico fa delle leggi per favorire la criminalità organizzata piuttosto che combatterla? E soprattutto perché tutto questo viene fatto con la più totale indifferenza degli italiani?

È ora di svegliarsi!!!

Ci vogliono rassegnati, vogliono farci sentire impotenti, ma non deve essere così! Dobbiamo reagire perché lo Stato italiano siamo noi non loro, loro sono una minoranza, una minoranza che fa di tutto per tenerci allo scuro delle loro malefatte! In Italia la legge non è più uguale per tutti! Dobbiamo dire basta a questo schifo! Non è più una questione di destra o sinistra, non c’è una distinzione di colore politico, è una questione di democrazia di libertà e giustizia! Perché abbiamo diritto di vivere in un Paese libero, in un Paese in cui chi sbaglia paga, in un Paese in cui ci si dovrebbe vergognare di essere disonesti e non del contrario!

Dobbiamo unirci e fare qualcosa per salvare la democrazia!

Mobilitiamoci, creiamo dei gruppi di informazione divulghiamo le notizie che i telegiornali non danno, in modo da informare le persone che non hanno la possibilità di informarsi in rete, incontriamoci creiamo delle occasioni per discutere su quello che non funziona, cerchiamo in tutti modi di abbattere il muro dell’indifferenza.

LO STATO SIAMO NOI!!!