Nel disegno politico, orchestrato dai "mandanti" dell'ormai appurato Berlusconismo, è sovente enunciato il pericolo comunista, considerato il male peggiore dell'Italia. Un male che, celebri personaggi, hanno per anni cercato di denigrare ed annientare, in modo che questi delinquenti comunisti, non potessero più aprir bocca e porsi contro chi, per grazia divina, ha bisogno di una classe subalterna ed inferiore, affinché il fabbisogno individuale sia esuberante nelle loro tasche. Tra questi uomini illustri, in Italia, giusto per citarne due o tre, troviamo: Mussolini, Riina, Gelli e duclis in fundo, Berlusconi.
Perchè tanta acredine verso chi: ha combattuto contro gli sfruttamenti capitalistici, ha osteggiato la dittatura fascista, ha lottato nella resistenza, ha scritto la costituzione e fondato la repubblica italiana? Perchè sfruttare in maniera sleale, la realtà di quelle sanguinarie dittature che abusavano del comunismo, per cancellare la reale storia del comunismo in Italia e i suoi principi fondatori?
Pare evidente, rileggendo i sopra citati nomi, che per essere anticomunista incallito, bisogna appartenere, senza dubbio, ad una determinata classe sociale che non prevede al suo interno, alcun minimo spiraglio di giustizia sociale e libertà democratica. L'alibi del comunismo, non è altro che il filo conduttore di una forma mentale propria degli individui al comando, trasposta ai loro seguaci, necessaria per rimarcare il confine tra loro e noi, tra i ceti elevati e quelli subalterni, tra i liberi e gli ingabbiati.
La disinformazione non è altro che lo strumento più efficace per compiere in maniera lineare e coerente la loro filosofia del potere. Per usare un linguaggio Pasoliniano, se è vero che l'individuo ha nei confronti della televisione e dei mass media in generale, un atteggiamento di inferiore verso il superiore, appare chiaro come i proprietari dell'informazione si manifestino al popolo nella maniera più opportuna per poterlo rendere "parte passiva" di un sistema ben strutturato dall'alto. Appartenere alla "parte passiva", significa aderire al sistema, senza però avere la consapevolezza d'essere l'elemento sfruttato, ossia la componente passiva della società. Componente passiva che si traduce facilmente in disoccupazione, precariato, sottopagati, lavoro nero, manovali della mafia, e così via.
E' chiaro che sottostimare le volontà comuniste, rielaborandole come il pericolo sociale assoluto, non può far altro che incrementare la nascita delle situazioni sopra esposte. Togliere ad una società, quel punto di riferimento che ha sempre lottato per i diritti e la libertà, intesa come giustizia sociale, di quegli individui, significa accrescere sempre più il potere di quelle classi sociali tendenzialmente votate alla leadership.
Considerando tutto ciò che sopra ho scritto, oggi più che mai, mi pongo un interrogativo molto semplice e forse banale:
L'anacronismo di Marx, apparentemente vecchio e logoro, accentuato da quella barba ottocentesca, in che misura si percepisce tale, rispetto ad un capitalismo ben più vecchio e duraturo? Perchè ancora oggi, la teoria Marxista riesce ad individuare in maniera chiara e limpida, quelle classi subalterne e sfruttate dalle classi di potere?
Alla luce dei fatti, per chi ha il potere, è più semplice attacare il comunismo, in quanto abusato dalle dittature rosse, piuttosto che il vincente sistema capitalistico. Questa scelta obbligata dei potenti, ancora una volta si ritrova a doversi scontrare con la realtà palese e brutale, delle classi subordinate. Una marea di gregari miopi e distratti, realmente convinti che il male venga dal comunismo, non si accorgono che invece il male parte da una filosofia cinica molto più antica.
Infatti, avendo basi più forti e consolidate, sopratutto nelle classi di potere, è chiaro che l'epserienza capitalistica ha ancora la meglio sulla giustizia sociale, principio fondante del pensiero antiquato di Marx.
Non c'è libertà senza giustizia sociale e non c'è democrazia senza politica. Non facciamo morire la politica, altrimenti la DEMOCRAZIA LIBERA, sarà ancor più "utopia" che il COMUNISMO.
Adiosu...